Unire i puntini…

Il 12 Giugno del 2005 Steve Jobs, in un famoso discorso all Stanford University, disse “Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie. La prima storia è sull’unire i puntini.”

All’epoca Steve Jobs aveva quasi cinquant’anni e nel suo discorso guarda indietro alla sua vita dal punto di vista di un imprenditore di successo che è passato attraverso molte difficoltà, incluso un durissimo inizio come figlio adottivo e seri problemi di salute.

Di fronte ai neolaureati di Stanford guarda indietro e costruisce un senso della propria storia, collegando i puntini, gli eventi della propria vita. Naturalmente fa questa operazione a posteriori, guardando agli eventi passati come se fossero cause, mettendosi dal punto di vista dell’effetto (chi è e dove è arrivato nel 2005). Inoltre, racconta una storia, che come sappiamo, è sempre una visione dei fatti (o della “realtà”, se preferite) parziale. Ma proprio per questo, personale.

Qualche settimana fa, mentre stavo preparando una presentazione sul mio lavoro di life & executive coach, faticavo a trovare una definizione breve, capace di catturare l’essenza del coaching (voglio dire, non solo uno slogan pubblicitario, ma l’essenza!) e mi è venuto da pensare che un coach aiuta un cliente a collegare i puntini della vita o della carriera prima che questa si svolga, prima che i risultati si manifestino.

Quindi la mia definizione di coaching è: aiutare un cliente a collegare i puntini guardando al proprio futuro, invece che al passato.

Se guardi indietro ai tuoi puntini e li colleghi, che cosa vedi?

Adesso, guarda, ascolta, senti i tuoi dubbi per il futuro, i tuoi punti di domanda, le tue incertezze, tutti quei “qualcosa” che hai la sensazione siano da chiarire.

Elencali.

Osservali tutti insieme.

Collegali.

Che cosa vedi?

Il coaching è questo: aiutarti a creare o cambiare il disegno di te nel futuro. E i puntini sono tutti ciò che sei e provi adesso.

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