Il sapore delle emozioni va al mare

La prossima edizione del mio workshop “Il sapore delle emozioni” sarà all’interno del convegno/concorso “Counseling senza frontiere” a San Benedetto del Tronto. Non nego che il fatto che le date di giugno e la località di mare hanno avuto il loro peso nella mia decisione di partecipare 🙂 A parte questo, anche l’idea di confrontarmi con altri 11 formatori mi è sembrata stimolante. Se avete un weekend libero, questa è un’ottima opportunità di formazione a 360 gradi e ad un prezzo contenuto!

Il sapore delle emozioni – Maggio

Il 26-27-28 Maggio il workshop “Il sapore delle emozioni” torna in Lombardia.

Per allenarsi e ri-scoprire e sentire tutto quello che c’è, qui e ora. 

“Moltiplichiamo le tecniche, le metodologie, sviluppiamo un saper fare teso all’efficienza “competitiva”. Ma abbiamo dimenticato il “saper essere”. Ci rifugiamo dietro ai concetti. Uno di questi per esempio, è il concetto di “comunicazione”, che viene esteso in modo generico, ma che non è mai stato così svuotato di senso, a tal punto che la maggior parte delle volte conduce soltanto all’illusione di una forma di relazione. Abbiamo dimenticato che, per poter assumere la nostra condizione umana, abbiamo bisogno di uno sguardo su ciò che è essenziale.” (Jacqueline Morineau)

Un weekend lungo nei suggestivi paesaggi della Valle del Ticino, per tre giorni di formazione sull’intelligenza emotiva. Al Golf & Country Valcurone, un albergo ristorante splendido, per un’esperienza a contatto diretto con la natura. Se vi siete persi i workshop di presentazione di Il sapore delle emozioni, questo è il corso con i contenuti da cui è stato tratto il libro!

Programma del workshop:

Venerdì Pomeriggio: come in un viaggio aereo, iniziamo con il check-in emotivo. Ci alleniamo a “esserci” con tutte le nostre emozioni e sperimentiamo modi semplici per essere presenti e assenti

CENA

Venerdì sera: giocheremo un gioco chiamato “Gioco degli specchi”, in cui riscopriremo la nostra abilità innata di leggere le emozioni negli altri e restituirle.

Sabato Mattina: Una passeggiata tra tutti gli equivoci delle emozioni che ci impediscono di usarne il potenziale.

PRANZO

Sabato Pomeriggio: Pronti, attenti, via. Presenza, intenzione e azione.

CENA

Sabato Sera: bambini più o meno cresciuti, emozioni e gioco delle parti nelle relazioni importanti della nostra vita.

Domenica Mattina: La magia del riconoscimento.

PRANZO

Domenica Pomeriggio: Emozioni, aspettative, conflitti. Come sentire tutto quel che c’è e vivere felici.

ScontI per chi si iscrive entro il 2 maggio clicca qui per vederli

Compila il modulo di iscrizione

High Performance Team – Cultura e Protocolli Core – sabato 13 Maggio

Il tuo gruppo, la tua squadra, può essere dieci volte migliore.

Vuol dire che il tuo gruppo di lavoro può produrre 10 volte di più, farlo con una qualità 10 volte superiore, in modo 10 volte più veloce o con una quantità di risorse 10 volte inferiore. La tua scuola può essere 10 volte più efficace nell’aiutare gli studenti ad apprendere. Il tuo gruppo di volontariato può diventare 10 volte più bravo a rendere migliore la vita delle persone a cui si rivolge. Anche tu stesso puoi diventare 10 volte più efficace nell’ottenere quello che vuoi.

In altre parole, puoi essere un grande e avere successo. Il tuo team può essere una grande squadra.

La grandezza

Puoi dire queste cose del tuo gruppo?

  1. I miei progetti si concludono in tempo e nei costi previsti ogni vollta, senza che questo richieda sforzi aggiuntivi.
  2. Ogni gruppo di lavoro a cui ho partecipato aveva una visione condivisa
  3. Nelle riunioni, facciamo solo e sempre ciò che produce risultati.
  4. Quando tu o il tema non ottenete quello che volete, nessuno dà la colpa al “management” o ad altri.
  5. Tutti condividono le proprie idee immediatamente appena le hanno.
  6. Le idee vengono immediatamente approvate, migliorate o rifiutate dal gruppo.
  7. Le azioni conseguenti alle idee approvate iniziano immediatamente.
  8. I conflitti vengono risolti rapidamente e in modo produttivo.

I Protocolli Core sono un modo per far sì che i gruppi abbiano proprio queste caratteristiche.

Alcune delle cose che imparerai:

  • Comportamenti orientati ai risultati
  • Come entrare e restare in uno stato di visione condivisa con il tuo team
  • Come creare fiducia in un team
  • Come mantenerti razionale e in salute
  • Come prendere decisioni di gruppo in modo efficace
  • Come raggiungere rapidamente e con alta qualità gli obiettivi del team

Questo video di 30 secondi (in inglese) riassume l’esperienza.

Questo corso è stato creato da Richard Kasperowski, autore di The Core Protocols: A Guide to Greatness

Facilitatori:

Questo è un corso “Paga Quanto Puoi”. I corsi Paga Quanto Puoi sono un dono progettato per diffondere il Bene nel modo più ampio possibile, rendendo disponibili a chiunque competenze e conoscenza. I corsi Paga Quanto Puoi:

  1. sono erogati a prezzo di costo e il costo è dichiarato e trasparente
  2. danno sempre la possibilità di pagare 0.
  3. hanno una struttura che può essere usata da qualsiasi formatore

Il nostro costo stimato per produrre questo corso per 8 studenti è di 383,00 € ovvero 48 € a studente:

  • Affitto della sala: 150€
  • Libri per i partecipanti: (18 € ciascuno): 44€
  • Coffe Break (4€ ciascuno): 32€
  • Pulizie: 25€
  • Materiali (2€ ciascuno): 16€
  • Totale costi stimati: 383,00 €

Il prezzo pieno del corso è di 48 €, per i soci IAC il corso è gratuito. Per chi vuole diventare socio la quota associativa annuale è di 50€.

Prenota il tuo posto per sabato 13 maggio!

Non iniziamo il 2017 con le abitudini del 2016!

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Appuntamenti di cambiamento e formazione per gennaio e febbraio 2017

Per iniziare il 2017 al’insegna del cambiamento, del miglioramento e dell’attenzione a sè stessi, Alzaia, in collaborazione con IAC Italia propone momenti di formazione, non solo per addetti ai lavori, ma per chiunque abbia a cuore le proprie competenze emotive e relazionali. Trovate tutte le informazioni sul sito di IAC Italia . Ancora per qualche giorno tutti i prezzi sono scontati!

Auguri per un 2017 all’altezza delle aspettative!

 

Sentire e pensare

Abbiamo un bel dire che le emozioni sono importanti, che bisogna ascoltare il corpo e non solo la mente, quando poi perfino nel modo in cui mettiamo in fila le parole e i concetti emerge il pregiudizio cartesiano di cui siamo prigionieri.

Emozioni e convinzioni

Le emozioni sono alla base del nostro sistema di convinzioni che ci costruiamo durante la vita.

In questa breve video-chiacchierata parlo di come le emozioni contribuiscano a creare convinzioni e credenze che possono durare la vita. Con l’aiuto di un libro molto interessante e divertente di un giornalista che ha trovato molti esempi di questo fenomeno.

 

 

La tua squadra, gruppo di lavoro, scuola o famiglia, può essere dieci volte migliore di adesso…

Che cosa significa?

Vuol dire che il tuo team può produrre dieci volte di più di quanto fa oggi, una qualità dieci volte più alta e con dieci volte meno risorse. La tua famiglia può essere dieci volte più felice. La tua scuola può essere 10 volte più efficace ad aiutare le persone durante l’apprendimento. Il tuo gruppo di lavoro può essere 10 volte migliore e rendere migliore la vita dei suoi clienti.

La Grandezza:

Quante di queste affermazioni di seguito si applicano a te e al tuo team?

Porto avanti i miei progetti senza sforzo, nei tempi previsti e senza sforare il budget.

Tutti i team in cui ho lavorato avevano una visione condivisa.

Durante le riunioni ci focalizziamo solo su ciò che darà risultati.

Nessuno dà la colpa al management o a chiunque altro se non si ottengono i risultati.

Tutti quanti qui condividono immediatamente le loro migliori idee.

Le idee sono approvate all’unanimità, migliorate o respinte dal team.

Le attività che derivano dalle idee approvate iniziano immediatamente.

Il conflitto è sempre risolto rapidamente e in modo produttivo.

I CoreProtocols sono un modo per dotare qualsiasi team, gruppo di lavoro o squadra delle caratteristiche che hai appena letto.

Partecipare a un Bootcamp è un modo sicuro di imparare a creare grandi team. Il bootcamp è una simulazione immersiva di 5 giorni in cui i gruppi di lavoro praticano i protocolli di base per ottenere questo livello di prestazione.

L’intensa esperienza durante il Bootcamp include i fallimenti e i trionfi che si verificano durante la normale formazione di un team, la creazione di una visione condivisa, la progettazione, l’implementazione e la consegna di un prodotto.

Le giornate durante il Bootcamp sono strutturate come acceleratori di dinamiche gruppali, quello che solitamente accade nei gruppi durante un lungo periodo viene simulato in 5 giorni e notti di profondo impegno. Il Bootcamp guida i partecipanti in una simulazione di rilascio di un prodotto/servizio aziendale.

Diventare una grande squadra

Il training vi insegnerà le competenze, ma lo strumento principale che fornisce il Bootcamp è quello di fare l’esperienza di appartenere a una grande squadra. Questa esperienza permette di trasportare il modello appreso all’interno dei futuri team reali, e riproporre al loro interno la grandezza vissuta durante il Bootcamp.

I Bootcamp sono utili in quanto formano team “Booted”, che entrano in coesione più rapidamente, senza dover utilizzare i protocolli di base durante il lavoro quotidiano.
I formatori aiutano a costituire ed allenare il team guidandolo alla consegna del prodotto nei tempi prestabiliti.
Le nuove abilità che apprenderai ti aiuteranno a percepire le barriere mentali che di solito impediscono di raggiungere l grandezza.
Praticare i Core Protocols con gli altri ti aiuta ad abbattere queste barriere mentali, e insieme al tuo team con le nuove competenze sarai in grado di portare a conclusione il processo di consegna del prodotto.

La crescita che ne deriva è imbarazzante, a volte scomoda, impegnativa ed esilarante allo stesso tempo. Proverai il significato e la sensazione di far parte di un team che eroga alte prestazioni, perché tu in quel momento ne sei parte.

Alcune delle nuove competenze che diventeranno parte di voi:

  • Comportamenti orientati ai risultati
  • Come entrare e restare in uno stato di visione condivisa
  • Come creare fiducia all’interno di un team
  • Come rimanere razionale e in buona salute psicofisica
  • Come prendere decisioni di gruppo in modo efficace e come muoversi rapidamente e con qualità verso gli obiettivi di gruppo.

Hai domande sul Bootcamp e i protocolli base?
Contatta david@greatnessguild.org

Iscriviti al prossimo Bootcamp, posti limitati!

Trasformare il mondo del lavoro

diariodishangaiDiario di Shanghai – Giorno #1: Sarà l’effetto del jetlag oppure quello dello skyline di Shanghai vista dalla terrazza sul fiume da cui scrivo durante la pausa caffè che segue la keynote di Joe Justice sull’uso di SCRUM nell’industria automobilistica, ma la sensazione di stare assistendo a un cambiamento epocale nel modo di lavorare delle aziende di tutto il mondo è forte. Lo slogan della SCRUM Alliance “Trasforming the world of work” può sembrare presuntuoso o un po’ troppo americano, ma vedere i dati ella presentazione di Joe mi ha dato la misura di quale sia il potenziale di cambiamento (in meglio) per il mondo del lavoro.
SCRUM è una metodologia di lavoro per gruppi (non ve la racconterò in questo post, c’è Google apposta :-)) che permette, insieme ad altre tecnologie produttive (Agile e Lean) di aumentare la produttività a livelli impensabili con altre metodologie, mantenendo alto il livello di soddisfazione e di vita dei membri del team (che è la ragione principale per cui sono finito in questo ambiente!). Nel pomeriggio terrò la mia sessione sulle emozioni e i team; ora vado a un incontro dal titolo “SCRUM as a pedagogical tool in vocational education in Finland” di Otto Burman, ovvero come educare (dall’asilo in su) usando i team e una metodologia di coaching. Il titolo promette bene! Detto altrimenti… c’è un italiano a Shanghai che va alla sessione di un finlandese su come educare gli studenti usando una metodologia il cui nome deriva da un schema del Rugby (l’origine di SCRUM)!

David Papini

Emozioni verso Shanghai

emozioniversoshangai

Mentre scrivo sono in volo per Abu Dhabi da cui prenderò un volo per Shangai dove lunedì pomeriggio terrò un workshop sulle emozioni nei gruppi di lavoro, durante la SCRUM Gathering Conference, dal titolo “Escape top emotional intelligence traps and hack team culture”. Anche se a una parte di me farmi un viaggio di 18 ore per stare tre giorni a Shangai sembra un tantino eccessivo, un’altra parte non vede l’ora di poter lavorare ancora una volta con i partecipanti e dare il suo contributo a cambiare la cultura delle aziende e dei team di sviluppo software. Credo che sia stata questa seconda parte a scegliere il film che mi sono appena visto, ovvero l’ultimo film della Disney dal titolo Inside Out, in uscita in Italia il 16 settembre. Prima di vederlo stavo pensando di scrivere un post sui contenuti del mio workshop, ma adesso, appena asciugate le lacrime e mentre vanno i titoli di coda, non posso far altro che consigliarvi di andare a vederlo appena esce: molto meglio che fare un workshop con me, leggere il mio libro “Il sapore delle emozioni” o studiare intelligenza emotiva con Paul Ekman (che peraltro è stato consulente nella produzione del film).

Nel film si fa (quasi) giustizia della nostra rischiosa preferenza per le emozioni positive e la tristezza finisce per avere un ruolo da protagonista. Rispetto alla felicità a tutti i costi a cui i film Disney ci hanno abituato, qui ci sono più sfumature e quasi (ancora quasi) una piena valorizzazione delle emozioni “negative”. Come forse sa chi mi segue, penso che una delle più grosse iatture della nostra società sia quella di continuare a pensare in termini di emozioni negative o positive. In questo film, il seme del dubbio su questa distinzione manichea si insinua (probabilmente perché in realtà è un film di quei geni della Pixar, John Lasseter in testa). Se volete trovare un buon punto di partenza per occuparvi delle emozioni vostre e degli altri, questo film lo è. Solo punto di partenza, però, ed è questa la ragione dei miei “quasi”:

Innanzitutto il film inizia con una bambina e la prima emozione che viene rappresentata è quella della gioia (e temo che alla nascita l’emozione primaria sia tutto fuorché di Disneyana gioia…); in secondo luogo, le emozioni rappresentate sono la rabbia, la paura, il disgusto, la gioia e la tristezza, come se fossero stati mentali e corporei ben distinti, mentre, ultimamente, anche questa comoda e rassicurante certezza è stata messa in dubbio dalla ricerca scientifica, e non è affatto chiaro se e come le diverse emozioni siano così ben definite.

Naturalmente sarebbe pretendere troppa complessità da un cartone animato, che rimane davvero il miglior punto di partenza per costruire una comprensione delle emozioni utile e sensata, anche fuori dai laboratori della ricerca scientifica, dell’accademia e dagli studi dei professionisti dell’aiuto.

Le lacrime me le sono asciugate, mancano ancora un paio d’ore ad Abu Dhabi. Vediamo qual è il prossimo film che la mia parte emotiva nei confronti delle emozioni mi suggerisce 🙂

David Papini