Counseling o coaching? Scegliere il tipo di aiuto

Di coaching, counseling, terapia, innamoramenti, euristiche, orientamento al passato e al futuro. Un video più lungo del solito, per un tema che continua a comparire nelle conversazioni con i clienti. Con qualche accenno polemico agli psicologi …. 🙂

Coaching, scienza, umiltà

La storia della scienza e delle sue scoperte è anche la storia delle “riscoperte” e delle cornici culturali in cui la scienza opera. Il coaching può imparare parecchio da questa storia.

Coaching e complessità

Prima della pausa estiva, un video un po’ più lungo su un tema complesso (ma non complicato), su cui meditare durante l’estate 🙂

La teoria dei sistemi complessi ci aiuta a vedere il coaching in modo più realistico e meno naif.

 

Mediocrità, eccellenza e perfezione

Continuo a pensare che alcune esigenze di fondo sono le stesse a prescindere dal contesto: una di queste è il bisogno di eccellenza e di miglioramento. Che si tratti di un prodotto, di un software, di una prestazione, di una relazione gli esseri umani sono capaci di giocare il gioco della perfezione.

La vera maledizione di ogni prestazione e di ogni prodotto consiste non nell’essere pessimi, ma nell’essere mediocri. In questo video condivido un semplice gioco che può servire a chiunque voglia onestamente e in modo esplicito migliorare un prodotto, un processo o una relazione.

Pensieri lenti e veloci

Sette minuti di video dedicati al pensiero del premio nobel Daniel Kahneman e a che cosa possiamo ricavarne come coach. In uno dei libri più importanti di questo secolo, Kahneman comincia a far vedere in una luce diversa la complessità del nostro modo umano di pensare e prendere decisioni. Mi ricorda che il modo con cui pensiamo è per la maggior parte automatico e non conscio ed è anche per questo che cambiare e aiutare altri a farlo sembra semplice in teoria ma è un lavoro dannatamente complicato e affascinante quando vuoi davvero ottenere i risultati che “in teoria” sono raggiungibili.

Il lato positivo del negativo

Tra le mie varie certificazioni ce n’è una recente che si chiama CPCC (Certified Positive Psychology Coach). Questa specialità, insegnata nella scuola di Julia Stewart (una dei coach usciti dalla scuola del padre del coaching occidentale Thomas Leonard) fa leva sulle acquisizioni scientifiche delle neuroscienze e della cosiddetta psicologia positiva. Cito la qualifica per giustificare il contenuto di questo breve video in cui cerco di spiegare che la psicologia positiva non è la stessa cosa della psicologia ottimista, sopratutto in tema di emozioni 🙂 E sfatiamo anche il mito che quando si tratta di coaching e cambiamento, il benessere e il comfort siano l’obiettivo principale.

Sentire e pensare

Abbiamo un bel dire che le emozioni sono importanti, che bisogna ascoltare il corpo e non solo la mente, quando poi perfino nel modo in cui mettiamo in fila le parole e i concetti emerge il pregiudizio cartesiano di cui siamo prigionieri.

Coaching e verità scientifiche

Perfino l’anatomia può essere messa in discussione, a maggior ragione serve cautela con la psicologia applicata, di cui il coaching è una delle declinazioni In questo video dico perché parlando di una scoperta recente.

Pensare positivo?

L’utilità del “pensare positivo” per motivare le persone o motivarsi è messa in discussione dalla ricerca scientifica recente. Dopo aver scoperto che il denaro non motiva le persone nelle organizzazioni, anche l’idea che per motivarsi è necessario enfatizzare gli aspetti positivi lascia il posto all’idea che anche pensieri ed emozioni negativi abbiano molta importanza nel motivarci al raggiungimento di obiettivi.

 

I coach e la motivazione

La nostra motivazione, nella vita e sul lavoro, funziona in modo diverso da come siamo abituati a pensare.

Questo breve video, adattamento realizzato da RSA dell’ormai celebre discorso (e libro) di Daniel Pink: “Drive. La sorprendente verità su ciò che ci motiva nel lavoro e nella vita” ci mostra come la motivazione sia più complessa, più complicata e per certi versi più nobile di quanto vogliamo ammettere. Gli esseri umani sono creature interessanti, che non fanno cose solo per sopravvivere, ma anche per ragioni più profonde e più alte.

Ecco perché gli incentivi economici e, più in generale, gli incentivi “esterni” non sono più adatti a garantire l’eccellenza nelle prestazioni lavorative del 21° secolo.

Secondo Pink, la motivazione ha infatti diversi motori: alcuni sono biologici, altri vengono dall’esterno, e riguardano punizioni e ricompense. E poi, a volte, gli esseri umani sono motivati a fare certe cose semplicemente perché sono interessanti, o perché le ritengono rilevanti per il mondo.

Il problema è che spesso capire cosa ci interessa, di cosa ci importa, e in definitiva che cosa vogliamo “fare da grandi” non è per niente facile. Per scoprirlo, sempre più persone scelgono di rivolgersi a un coach, un professionista che le aiuti a cambiare, capire che cosa vogliono veramente, e quindi a individuare e dare il giusto peso e il giusto spazio a delle motivazioni in grado di attivare le loro energie più potenti.

Ecco una bella definizione del coaching: è un processo trasformativo per la consapevolezza, la scoperta e la crescita personale e professionale. È un sistema per aiutare le persone a cambiare. Il compito del coach, quindi, è aiutare gli altri a raggiungere i propri obiettivi.

Che ne pensi? Ti piace? Pensi che potrebbe esserti utile? Se sei curioso di provare come funziona il coaching, prenota qui una sessione gratuita!

Se invece, leggendo la definizione di coach, hai pensato che questo potrebbe essere finalmente il lavoro che fa per te; se già prima di cominciare a leggere questo post avevi deciso di intraprendere il percorso per fare del coaching il tuo prossimo lavoro; o se semplicemente vuoi saperne di più su come funziona questa professione di cui si parla tanto ultimamente, potrebbe interessarti saperne di più sulla scuola di coaching di Alzaia, in partenza il 28 febbraio.